"Interventi Riabilitativi Sugli Psicotici in Comunità Alloggio " di G.Giacobbe

La Comunità-alloggio di Vallone Petrara è una delle tante strutture alternative all‘istituzionalizzazione manicomiale sorte a Reggio Calabria dopo la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico con lo scopo di avviare un intervento riabilitativo globale degli psicotici ex-lungodegenti.
La gestione dei servizi ausiliari e rieducativi della Comunità è stata affidata nel 1992 alla Cooperativa Sociale Libero Nocera che operava già da diversi anni in ambito locale nel settore dell’assistenza e della riabilitazione dei disabili in genere e dei minori portatori di handicap in particolare.
Tuttavia però, pur carichi di esperienza maturata negli anni con i soggetti più deboli, l’impegno richiesto ci è sembrato da subito gravoso, una vera e propria scommessa tanto più difficile da vincere quanto più l’osservazione sistematica dei comportamenti dei pazienti in ambito ospedaliero, da noi avviata prima del passaggio in Comunità degli stessi, ci rendeva coscienti della drammaticità delle loro condizioni psicosociali. Ma la presenza nella Cooperativa di specialisti della riabilitazione e di un gruppo di operatori competenti nel settore della disabilità ci ha permesso di superare le iniziali resistenze naturali all’avvio di un servizio tanto difficile.
E’ nata così la nostra sfida alla cronicità, convinti di poter realizzare un progetto di recupero di abilità funzionali anche in persone fortemente destrutturate.
Puntando inizialmente a un livello minimo di competenze, abbiamo avviato un intervento riabilitativo globale assai complesso che ha richiesto alti investimenti in termini di risorse umane e finanziarie.
Si trattava, infatti, di costruire, prima di tutto, un ambiente familiare coinvolgente nel quale gli arredi, i servizi logistici, gli ausili didattici e i materiali per i laboratori fossero i più rispondenti alle nuove necessità delle ospiti della struttura.
Ma era altrettanto urgente creare un ambiente relazionale dove tutte le figure operative, i medici, il personale infermierìstico, gli educatori e lo stesso personale ausiliario, interagissero fra loro e con le pazienti in modo funzionale e adeguato alfine di massimizzare le competenze di ognuno e pervenire al massimo beneficio possibile in termini di modficazione dei comportamenti dei soggetti in carico e di sviluppo di nuove capacità.
Il libro che viene pubblicato costituisce la prova di questo complesso lavoro, spesso carico di rischi e incognite, sempre irto di difficoltà, assolto comunque con grande senso di responsabilità e sostenuto da competenze vecchie e nuove.
In esso vengono presentate le metodologie di intervento seguite e le tecniche operative attuate, cioè il nostro modo di intendere il lavoro di riabilitazione psicosociale di soggetti psichiatrici e i tentativi avviati per costruire un ruolo sociale funzionale ai soggetti più capaci. Il nostro obiettivo ultimo, infatti, consiste nel far sì che per un certo numero di pazienti possa realizzarsi un livello di reinserimento sociale. A questo scopo, il rapporto di collaborazione con I’ASL e con le famiglie delle nostre ospiti costituisce una condizione indispensabile.
Nella fase in cui le pazienti si trovano ora, è necessario per alcune di loro avviare il passaggio verso un livello riabilitativo superiore, per altre rendere possibile il trasferimento di molte abilità sul piano più allargato delle relazioni sociali e delle attività lavorative, seppur protette.
La nostra esperienza ci ha fatto via via maturare il convincimento che a questi e a più favorevoli risultati si possa più facilmente giungere attraverso il sistema della Cooperazione sociale, secondo la formula fin qui seguita nella gestione post-manicomiale dei soggetti psichiatrici, pur nell’ambito obbligato di un rapporto sempre più stretto e proficuo con l’istituzione pubblica sanitaria.
Il patrimonio solidaristico-umanitario, oltre alle specifiche competenze professionali, proprio delle Cooperative sociali, rappresenta un straordinario strumento di utilità sociale da spendere opportunamente sul piano dell’assistenza, del recupero e dell’integrazione sociale del disabile.
Mi è gradito, in ultimo, rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i miei collaboratori che con me hanno condiviso negli anni gli sforzi e, talora, le delusioni per una scommessa difficile che a noi sembra di aver affrontato con serietà e impegno.
Agli altri il giudizio.

 

GAETANO NUCERA
Presidente della Cooperativa Sociale LIBERO NOCERA


Allegati

  • Premessa
  • Bibliografia
  • Indice